Marina Rossi nasce e vive a Genova.
Si approccia alla fotografia come autodidatta con reflex analogica in reportage di viaggio Sviluppa la sua passione frequentando i corsi di Alberto Terrile, noto fotografo genovese, con il quale inizia una collaborazione e sotto la sua Direzione Artistica fonda e diviene presidente dell’Associazione Culturale per la Fotografia "Percorsi Magici".Nel corso degli anni collabora con la performer Luisella Carretta, con la poetessa Lucetta Frisa e con la Casa Editrice Sillabe di Livorno.
Partecipa al workshop "Creatività" di Franco Fontana con il quale rimane attivamente in contatto entrando in seguito a far parte del prestigioso gruppo “Quelli di Franco Fontana” con il quale espone sul territorio nazionale.
E' annoverata tra gli artisti in mostra presso la Galleria d’Arte “Le Tracce” di Roberto Abbona a Genova.
Riferimenti : +39 347 2762732 - marina.marinarossi@gmail.com - www.marinarossiphoto.it
"La sottile linea" ...
di Marina Rossi
...che separa ciò che sei: DONNA! ...da ciò che vorresti essere ...da ciò che gli altri vedono in te e da ciò che tu vorresti vedessero aprendo consapevolmente gli occhi su di un universo "parallelo" dove i diritti di uguaglianza e rispetto, oggi come nel lontano Medioevo, sono ben lungi dall'essere riconosciuti e dove i mass media occidentali, politicamente corrotti, fanno un uso ingordo della tua immagine in una sorta di ........ assurda e patetica contraddizione.
- La mia vuole essere una riflessione sul perchè in questi ultimi tempi si è notevolmente accentuato l'interesse mediatico sul tema dei soprusi e della violenza sulle donne che non ribadisce la solita accusa al popolo islamico o ai trattamenti perpetrati in alcuni paesi del terzo mondo, ma punta direttamente il dito al nostro paese ed in generale al mondo ormai "occidentalizzato".
La "prostituzione " del corpo nell’immagine è diventata ormai parte integrante del ns. quotidiano, ci viene propinata da TV, giornali, manifesti , che purtroppo educano da una parte allo sfruttamento, al sopruso, al piacere ....e dall' altra ad un' istigazione a perseguire miseri ideali di notorietà, incuranti delle conseguenze di chi vede in questo solo modelli da imitare.
La donna è ancora considerata merce che si può comperare, consumare per poi liberarsene alla stregua di un prodotto “usa e getta” -
(Marina Rossi)
"Un lavoro quello di Marina Rossi di riflessione sulla condizione della donna, sul nostro mondo occidentale, ma anche di studio linguistico nel rappresentare una narrazione che è pure l’essenza delle immagini. Impostazione a dittico: una donna simbolicamente messa in una cornice a cui fa da contraltare un’altra figura. Con questo accostamento emergono le varie tematiche, di soprusi e violenze, di falsi modelli propinati dai media. A volte non senza ironia rappresentativa, quasi sempre in modo estremamente oggettivo, emerge questa “sottile linea” tra l’immagine data a livello mediatico e il reale essere dell’individuo. Pirandellianamente la distanza tra ciò che sei e come gli altri ti vedono".
(Luigi Erba)