Roberto Salgo
Cosi' parla di se' Roberto Salgo:
Nasco a Cagliari nel 1959
Mi accosto alla fotografia nel 1995, con il primo e unico corso base della mia vita fotografica dopo di quello solo “autodidattica”.
Dopo i miei primi reportage in varie parti del mondo nasce la collaborazione con qualche agenzia locale, nel 2000 prima mostra collettiva a Olbia “monumenti in luce” , nel 2003 la prima personale “Colori dal Buio” a Cagliari presso lo spazio comunale Ghetto degli Ebrei replicata a Nuoro.
Nel 2006 altra personale “Oltre lo sguardo” al Lazzaretto di Sant Elia (CA) sulla via della seta
Nel 2009 in concomitanza con l'uscita del mio primo libro “Equatoria 12° parallelo – un viaggio un Sud Sudan” edito da Silvana Editoriale la omonima mostra presso lo spazio comunale Exmà di Cagliari , replicata alla società umanitaria di Milano e a Bologna.
Nel frattempo comincio alcune collaborazioni con agenzie regionali e del resto d'Italia e alcuni miei scatti sulle sagre della Sardegna sono pubblicati nelle più importanti riviste di turismo italiane.
Realizzo nel 2006 i contenuti per i nuovi musei Radichinas di Orgosolo.
Lavoro come fotografo di scena in 2 film con registi locali e in teatro e alcuni scatti vengono utilizzati come locandine “Qui e Ora” con Valerio Mastandrea e Valerio Aprea, “Lady Gray” con Isabella Ragonese e vengono pubblicati nei più importanti quotidiani italiani
Nel 2008 sono curatore della mostra del “60° anniversario della fondazione del EAF” presso l'aeroporto di Cagliari e nei centri più importanti della Sardegna
Dal 2011 collaboro con Mondadori per “Anteprima libri” a Pietrasanta (LU) e gli scatti vengono pubblicati nelle più importanti riviste/libri del gruppo mondadori
Nel 2010 mi avvicino da “profano” alla architettura industriale iniziando un lavoro sulle dighe della Sardegna , lavoro che darà origine alla mostra “Dighe della Sardegna” presso il bastione di Sant Remy di Cagliari e nei più importanti centri della Sardegna.
Lo stesso lavoro, nel 2010 verrà pubblicato dal più prestigioso editore della Sardegna “Ilisso” sempre col titolo “Dighe della Sardegna”
Nel 2011, su invito del Istituto della Cultura Italiano espongo a Città del Messico per “La Feria de la Culturas Amigas de la Ciudad de México”
Nel 2013 realizzo un nuovo reportage in Sud Sudan, Kenya e Uganda che darà origine alla riedizione rivista fotograficamente e nei testi del libro “Equatoria 12° parallelo – il nuovo stato del Sud Sudan”
Sempre nel 2013 espongo a Torino presso il Mausoleo della Bela Rosin nella collettiva “Quelli di Franco Fontana” con la mostra “Liquidi Confini” replicata a Pavullo (Mo) e prossimamente a Taranto per Fotoarte e sempre nel 2013 per Photissima a Torino sempre nella collettiva “Quelli di Franco Fontana” con la mostra “Frammenti Urbani alla Manifattura Tabacchi.
Negli ultimi anni mi dedico maggiormente alla Architettura Industriale e Urbana e ai pasesaggi Urbani
Nel 2013 sono stato tra i finalisti del concorso ex Area e nel 2010 nel concorso Heineken
Questa citazione che segue di Tiziano Terzani racconta quella che per me è la fotografia:
Per un vero fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate e i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi. Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa. La grande foto è l’immagine di un’idea. Bisogna capire cosa c’è dietro i fatti per poterli rappresentare. La fotografia - clic! – quella la sanno fare tutti.
info@robertosalgo.it
+39 3920464848
Liquidi Confini
di Roberto Salgo
Quello di Roberto Salgo è un lavoro che si innesta nella tradizione italiana, sia per le spiagge “Il mare d’inverno” sia per i toni, le luci, i colori che, con l’uso del digitale, sono l’estensione dei vari lavori in high key che già in bianco e nero ebbero i loro apici in Cavalli e Ferroni. Sono colori, più specificatamente soprattutto bicromie, decisamente freddi che scrivono così di una stagione mediterranea. L’autore introduce però un elemento nuovo a contrastare la staticità apparente dell’atmosfera: il panning. E’ così che globalmente si forma una icona diversa che potrebbe sfiorare il sogno e che porta una situazione dinamica nella costruzione dell’immagine."
(Luigi Erba)












