CORSO VOLONTARI A.R.V.A.S. 2016

Scritto da Occhio dell'Arte il 07 Novembre 2015 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

Il Gruppo Operativo Locale (GOL) 51 volontari ARVAS presso L’Ospedale San Sebastiano Martire di Frascati organizza, come ogni anno,  un corso di formazione per l’assistenza sanitaria ai malati ricoverati in Ospedale.

Il corso avrà inizio lunedì l’ 11 gennaio 2016 per un numero di 10 lezioni con cadenza settimanale.

Per l’iscrizione sono necessarie 2 foto tessera,  la copia di un documento di riconoscimento ed il pagamento di € 20,00 comprensivo di spese assicurative.

Le lezioni teoriche si svolgeranno presso l’Aula Magna dell’Ospedale dalle ore 16.00 alle 18.00.

Si effettuerà anche un tirocinio pratico, per complessive 20 ore,  presso i reparti, accompagnati da un volontario “tutor”.

Al termine delle lezioni teoriche e del tirocinio si terrà un colloquio per la verifica della preparazione degli aspiranti volontari.

Saranno ammessi al colloquio finale solo coloro che avranno adempiuto agli obblighi di frequenza .

Dopo aver superato il colloquio finale, verrà rilasciato un ATTESTATO di  MERITO che darà facoltà di iscriversi all’A.R.V.A.S., come socio ordinario, al costo di 25 euro/anno.  

L’A.R.V.A.S. è presente in molti ospedali della Regione Lazio ed opera per l’assistenza gratuita agli ammalati ricoverati nei reparti di degenza. L’approccio del volontario A.R.V.A.S. ha caratteristiche precise perché considera l’altro come prezioso al di là di qualsiasi progetto terapeutico: il suo è un approccio potente e originale, perché vive un’intuizione sapiente della fragilità della persona malata. Al di là di ogni approccio ideologico, il pensiero del volontario affonda le sue radici nel rispetto della dignità della persona, dal quale far derivare l’intervento assistenziale. L’uomo è al centro, la sofferenza e le varie forme di disagio sono al centro di ogni azione e di ogni pensiero del volontario, come cammino comune e scoperta quotidiana della forza di un messaggio d’amore che non conosce limiti o condizionamenti. Il Paziente non è la malattia che ha, non è l’etichetta nosografica che gli si attribuisce. Il paziente è prima di tutto una persona, una storia di vita, un organismo complesso. In questo senso la relazione con il malato può essere vissuta come “possibilità di aiuto” reale ed intenso e non come “dovere di assistenza”, rappresentando l’unica strada che consente di entrare in sintonia con il malato, di cogliere empaticamente la sua sofferenza, di averne cura e di prendersene cura, e rispondendo ad alcune caratteristiche particolari:

empatia: la capacità di percepire esattamente ciò che l’altro sente e di comunicare questa percezione;

rispetto: la capacità di apprezzare la dignità ed il valore dell’altro ed il suo diritto di essere diverso nella libertà;

genuinità: la capacità di essere liberamente e profondamente se stesso;

concretezza: la capacità di esprimersi coerentemente rispetto ai bisogni del paziente; 

apertura: la capacità di rivelare sentimenti e opinioni a beneficio del paziente;

immediatezza: la capacità di entrare in contatto con il paziente nel “qui e ora”;

calore: la capacità di esprimere, verbalmente e non, interesse per l’altro.

 

Segnaliamo volentieri questa lodevole iniziativa.

Staff Occhio dell'Arte