DIGITAL LIFE 2016

Scritto da Silvana Lazzarino il 13 Ottobre 2016 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

DIGITALLIFE 2016
I linguaggi dell’arte contemporanea incontrano le nuove tecnologie

  L’arte visiva nelle sue diverse accezioni che vanno dal disegno alla fotografia, dalla pittura al gesto corporeo, dal video al digitale, crea nuove possibilità espressive atte a suggerire una forma di comunicazione immediata e atemporale.
Il video, il digitale, l’uso delle più sofisticate tecnologie per riprodurre qualsiasi forma di immagine fissa, in movimento, vicina e lontana, compresi suoni o rumori, ha permesso di ampliare il campò dei linguaggi delle arti con risultati efficaci sul piano della riproduzione che in molti casi supera il reale.
A ripercorrere le connessioni tra i linguaggi artistici contemporanei e le nuove tecnologie è la rassegna Digitallife Immersive Exibit 2016, promossa dalla Regione Lazio e Roma Capitale -Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in corso a Roma al Macro Testaccio- la Pelanda (in Piazza Orazio Giustiniani), fino al prossimo 27 novembre 2016.
Il progetto Digitalife, alla sua settima edizione, che si inserisce all’interno del Romaeuropa Festival dedicata all’interazione tra discipline artistiche, ricerca scientifica e nuove tecnologie, parla di fluidità e immersione attraverso installazioni, sculture di artisti tra cui; Shiro Takatani, Christian Partos, Kurt Hentschläger e gli italiani NONE. Ciascun artista con modalità e risultati differenti attraverso l’uso dell’audiovisivo, il digitale, l’elettronica creano interazioni tra reale e virtuale, proiettando lo spettatore verso un possibile “altrove” immersivo, utopico e allucinatorio,
Installazioni multimediali, ambienti di acqua e luce, e anche combinazioni sonore, opere interattive propongono una nuova idea di ambiente, interpretazioni futuristiche e talora avveniristiche in cui dialogano le diverse tipologie espressive del contemporaneo tra tecnologia e arte.
Tecnologie digitali, spessore performativo caratterizzano l’opera del giapponese Shiro Takatani tra i fondatori di Dumb Type e di Christian Partos, entrambi maestri nell’uso del 3D Water Matrix, ovvero un’enorme macchina robotizzata che dà forma a sculture d’acqua in tempo reale creando una continua illusione di forme e immagini. In ST/LL di Shiro Takatani piccole gocce d’acqua costruiscono delle vere e proprie animazioni che sfidano la gravità e rimpiazzano i pixel abituali del cinema digitale. Tale opera restituisce una cascata d’acqua controllata da 900 valvole a loro volta programmate da un computer animato da una luce a creare sorprendenti visioni. Christian Partos con Sorcerer’s Apprentice usa le 900 valvole elettroniche di 3D Watermatrix per creare figure che abitano lo spazio in una danza fluida.
L’austriaco Kurt Hentschläger presenta Zee, una vera e propria immersiva che invita lo spettatore ad esplorare un ambiente astratto e allucinato: un ambiente nebbioso in cui non si riconosce e individua nulla, ma che grazie a stimoli luminosi lo stesso spettatore riesce ad immaginare e captare delle rappresentazioni astratte e allucinatorie. Esasperazione delle potenzialità del virtuale quale punto di forza, ma anche di debolezza, di verità e finzione, che può destabilizzare affiorano nel lavoro del collettivo italiano NONE (Gregorio De LucaComandini, Mauro Pace e Saverio Villirillo) che in questo contesto presentano l’opera DeepDream_Act II, dove sono previste associazioni visive grazie all’immaginario collettivo capace di mettere l’essere umano all’interno dello streaming dati che egli stesso produce, condivide e subisce per poi perdere ogni riferimento spazio-temporale. L’opera ruota sull’immagine elettronica nella sua forma triviale e sul ruolo del web quale fonte e distributore di vouyerismo e futilità. Così le sensazioni e ossessioni virtuali sono amplificate all’infinito grazie all’uso di video, specchi e luci immergendo lo spettatore in uno spazio d’immagini volatilizzate, come in un sogno profondo.
  Rappresentazioni di spazi e ambienti naturali, luoghi ideali e immaginari sono ricostruiti attraverso  apparati e installazioni, video, sequenze di suoni che restituiscono un nuovo modo di pensare il rapporto dell’uomo con le tecnologie di cui spesso è schiavo. Le immagini nella loro più vasta accezione, riprodotte e rielaborate da sistemi legati alle nuove e sofisticate tecnologie digitali diventano specchio di una realtà in divenire, restituita in tutte le sue forme e manifestazioni, trasformata per immaginarla sotto altra luce.


Silvana Lazzarino


DIGITALLIFE 2016
Immersive Exibit
Roma MACRO, La Pelanda - Centro di produzione culturale
Orario: da martedì a sabato ore 16.00-20.00
domenica ore 11.00-19.00
Fino al 27 novembre 2016
Informazioni telefono  06 45553000