POESIA DI SILVANA LAZZARINO PER UEMON IKEDA
LA POESIA DI SILVANA LAZZARINO “DOVE SUSSURRA IL VENTO“ E’ ISPIRATA ALL’ARTE DI UEMON IKEDA ARTISTA GIAPPONESE DI FAMA INTERNAZIONALE
(La poesia si è classifica 2 al Premio Letterario Nazionale “Sabrina Savino” (1 edizione)
La poesia, tradotta in francese e in inglese è pubblicata sul blog dell’artista. Di seguito il link riferito al blog di Uemon Ikeda http://uemonikeda.blogspot.com/
Con questa poesia Silvana Lazzarino ha voluto sintetizzare le sensazioni scaturite dall’armonia di forme e colori con cui l’artista di fama internazionale Uemon Ikeda, restituisce un nuovo sguardo sulla Natura e i suoi luoghi in cui recuperare il fascino del sogno, del mistero, ma soprattutto l’autenticità di un legame originario con le proprie emozioni a partire dalle visioni fisiche e metafisiche proprie degli spazi naturali che circondano l’uomo.
Uemon Ikeda nome d’arte di Tatsuo Ikeda (KÅbe, 1952), diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1977, attraverso immagini legate ai ritmi pittorici che si inseriscono su tela o che prendono forma lungo progetti e installazioni, trae spunto dalle atmosfere legate alla natura dove il sole, le nuvole, la neve, il fuoco acquistano forme geometriche allungate, indefinite entro uno spazio che non finisce, ma apre a possibili processi con cui il presente si lega al passato. Si entra così nei ritmi della nostalgia sognante e del desiderio di riscoperta di sé soffermandosi a guardare le raffigurazioni di “stanze” che nei loro contesti aprono al respiro della terra umida o asciutta, del mare profondo, della Primavera dai colori vivi e ancora delle stelle nella loro infinita molteplicità.
Nella poesia di Silvana Lazzarino si profila l’idea della continuità di un tempo che non esiste, un tempo senza tempo in cui ridefinire pensieri e azioni proiettate verso la riscoperta di sé e di un nuovo legame con quanto intorno, a partire dai sussurri del vento che conduce lontano lungo il viaggio interiore dove è il continuo divenire delle emozioni, per non spegnersi. Un viaggio di speranza nella sinfonia della vita che ritorna.
ALCUNE MOSTRE di UEMON IKEDA
Oltre ad aver partecipato nel 2017 alla 102esima edizione della NIKA Exibition al National Art Centre di Tokyo, una delle tre esposizioni d’arte più importanti in Giappone e nel 1991 alla collettiva “Simultaneità – Nuove Direzioni dell’Arte Contemporanea Giapponese” a Palazzo Braschi a Roma, Uemon Ikeda ha esposto per due volte al Museo laboratorio di arte contemporanea dell'Università La Sapienza di Roma nel 2000 e nel 2005 presentando due personali rispettivamente: “Uemon Ikeda- Acrobazia” diventata spunto per il libro edito dalla Lithos scritto insieme alla Prof.ssa Simonetta Lux storica e critica d’arte, e “Uemon Ikeda - un ragazzo che voleva vivere nel rettangolo” curata dalla stesa Simonetta Lux.
Tra le diverse installazioni esposte citiamo “Filo di Arianna” in piazza Trilussa a Roma e per la Giornata Europea della Cultura Ebraica la realizzazione di un’installazione raffigurante la Stella di David per i giardini della Sinagoga di Roma. Da ricordare la sua partecipazione alla collettiva “Io Klimt” a cura di Francesco Gallo Mazzeo al Palazzo dei Consoli di Gubbio nel 2013.
Tra le più recenti installazioni quella da lui realizzata per la riapertura del Giardino pensile di Palazzo Reale di Napoli: “A levante del sole” che è stata esposta fino al 15 gennaio 2019. L’installazione centrata su un filo rosso di seta e lana, è stata realizzata per condurre i visitatori con nuova sinergia verso una vista panoramica tra le più suggestive della città riferita al Golfo di Napoli. L’esposizione curata da Anna Imponente, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli e organizzata dal Polo Museale della Campania con il patrocinio dalla Fondazione Italia Giappone e dell’Istituto Giapponese di Cultura, ha restituito ai visitatori una concezione nuova sulla vita in cui riscoprire la poesia nella natura e nella realtà circostante. Il suo filo rosso di seta e lana nel condurre lo spettatore entro e fuori gli spazi del palazzo rappresenta l’idea di associare la realtà al sogno, il visibile all’invisibile, il giorno alla notte entro un’ottica in cui l’Occidente avverte la presenza dell’Oriente con le sue magiche atmosfere di armonia e dilatazione del tempo. A questa installazione di Palazzo Reale, dall’architettura effimera che unisce leggerezza e resistenza all’interno di una struttura monumentale con cui crea dialogo, hanno partecipato giovani studenti artisti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Silvana Lazzarino












