Roma come stai?

Scritto da Silvana Lazzarino il 01 Luglio 2019 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

Il DiAP si interroga sul futuro della città

Forum sul futuro della città dal 1 al 3 luglio 2019 a Piazza Borghese Roma in collaborazione con L’Università La  Sapienza di Roma e il Dipartimento di Architettura Progetto DiAP

Tra i più interessanti protagonisti della storia del Novecento Bruno Zevi, (Roma 1918 -2000), architetto, saggista, politico, figura poliedrica e grande comunicatore, di cui lo scorso anno è stato il centenario della nascita, ha restituito all’architettura un posto di privilegio quale parte integrante della vita con cui si programma il futuro. Da non perdere l’appuntamento con il Forum “Roma come stai?” in programma nelle serate del 1, 2 e 3 luglio 2019 a Roma negli spazi all’aperto di Piazza Borghese in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Progetto. L’evento a cura di Orazio Carpenzano,  Stefano Catucci, Fabrizio Toppetti | Massimo Zammerini con la collaborazione di Federico Di Cosmo, Ettore Guerriero ed il contributo del Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Bruno Zevi avvenute da poco lo scorso 2018, mette al centro delle giornate il tema del paesaggio a partire dal lavoro svolto da Zevi figura di spicco nella Facoltà di Architettura della Sapienza. Paesaggio da non intendersi solo ristretto entro l’ambito specialistico del progetto di architettura, ma da considerare quale parte integrante della città intera guardando alla sostenibilità e alla rivitalizzazione delle sue aree di pregio e di quelle abbandonate al degrado. Viene affrontata la questione della città attraverso la sua storia e la sua realtà di oggi per proiettarla verso il futuro, mettendo a confronto le ricerche e i progetti del Dipartimento con l’esperienza di figure di riferimento nel campo dell’architettura e della vita delle metropoli.  Per guardare al futuro Roma ha bisogno di progetti e di architettura, c’è l’esigenza di far uscire l’Università dal chiuso delle sue mura, ma anche di far entrare i cittadini in contatto con le idee più avanzate e le ipotesi per risollevarne le sorti.

Gli appuntamenti hanno una natura conviviale: un aperitivo offerto in piazza precederà sempre lezioni e discussioni e per questa 3 edizione spazio anche per la musica con due concerti il 1 e il 2 luglio.  Il 1 luglio alle 19,00 è la volta di un breve concerto del gruppo di percussionisti Ars Ludi, che eseguirà musiche di Giorgio Battistelli e Steve Reich. Il 2 luglio, in collaborazione con il Comitato Nazionale per le celebrazioni del Centenario della nascita di Bruno Zevi e la Fondazione Bruno Zevi, la Soprano Gaia Mattiuzzi e il pianista Denis Zardi eseguono un programma dedicato proprio agli interessi del grande storico e critico dell’architettura Bruno Zevi, a lungo figura di spicco nella Facoltà di Architettura della Sapienza.

Al concerto di apertura fanno seguito  rispettivamente il 1 e 2 luglio gli interventi di Henri Bava, illustre architetto del paesaggio che insegna all’Università di Karlsruhe e di Roberto Favaro, docente all’Accademia di Brera (Milano) che affronterà il tema del Paesaggio sonoro. 

Il 3 luglio, in piazza parleranno Carlo Blasi, direttore del Centro di Ricerca Interuniversitario Biodiversità Servizi Ecosistemici e Sostenibilità, e Francesco Rutelli, nella sua qualità di presidente del Centro per un futuro sostenibile.

Il concetto di spazio pubblico ha subito una trasformazione negli ultimi venti anni e la questione legata al paesaggio è stata troppo spesso trascurata dalla politica e dalle amministrazioni. Nella cornice della città e nello spazio più ampio dell’area metropolitana, i progetti di paesaggio affrontano gli squilibri ambientali e sociali del nostro tempo, con l’obiettivo di scongiurare rischi e di accompagnare i mutamenti degli stili di vita contemporanei. Benessere fisico, socialità, agricoltura urbana e condivisa, sicurezza idrogeologica, incentivazione allo sviluppo di nuove economie locali sono soltanto alcuni degli aspetti che il progetto di paesaggio è chiamato ad affrontare. Roma, con le sue enormi potenzialità paesaggistiche e la sua endemica trascuratezza al riguardo, può diventare un campo di sperimentazione straordinario per guardare al futuro in modo nuovo. Roma con il suo patrimonio archeologico, aree verdi, costruzioni di bassa qualità è ancora un territorio vivo, che nonostante le politiche di tutela attende di essere valorizzato. Anche il paesaggio sonoro è una delle sue componenti essenziali: caotico, come quello di tutte le grandi città, ma anche da scoprire attraverso pratiche di ascolto e di progettazione, come avviene negli ultimi anni in altre grandi capitali europee.

Roma può diventare allora un laboratorio culturale del domani, coinvolgendo la cittadinanza fin dal momento della concezione dei suoi progetti.

Silvana Lazzarino