"Carlo Levi e l’arte della politica"

Scritto da Silvana Lazzarino il 05 Febbraio 2020 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

A Roma a Villa Torlonia al Casino dei Principi nell’ambito della mostra dedicata a Levi: “Carlo Levi e l’Arte della politica. Disegni e opere pittoriche” è in programma un ciclo di incontri sulle vicende storico politiche trattate nei suoi lavori di artista e scrittore

Artista torinese, politico e intellettuale Carlo Levi (Torino 1902- Roma 1975), pittore, letterato, ha saputo in modo straordinario restituire un ritratto intenso e avvolgente dell’umanità con le sue sofferenze, la volontà di rialzarsi attraverso l’uso della parola e della pittura. Questi i mezzi privilegiati per descrivere la realtà per quella che è, senza infingimenti, nella sua essenza seppur cruda e drammatica, ma anche attraversata da tratti di luce e occasioni di riconciliazione. “La grande passione per la vita” e “la sua specie di amorosa curiosità nei confronti di tutte le forme umane del vissuto” come affermava il suo amico Jean Paul Sartre rappresentano un punto fondamentale della sua esistenza dove il rispetto per la stessa vita riveste un ruolo fondamentale diventando punto di partenza per il suo impegno politico come anche per la sua arte. 

Di famiglia ebrea molto in vista a Torino, Carlo Levi decide di abbandonare presto la sua professione di medico per dedicarsi alla politica, alla pittura e alla scrittura guardando sempre agli ideali di fratellanza e solidarietà.  A Roma presso i Musei di Villa Torlonia negli spazi del Casino dei Principi è in corso fino al 22 marzo 2020 la mostra “Carlo Levi e l’arte della politica.  Disegni e opere pittoriche” nata su iniziativa del Centro Carlo Levi di Matera e in associazione con la Fondazione Carlo Levi. L’esposizione promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, mette in luce la poliedrica personalità di Levi dalla letteratura alla poesia, dalla pittura al disegno, guardando con attenzione alla sua produzione legata alla “grafica politica” sulle pagine del quotidiano "L’Italia Socialista" diretto da Aldo Garosci realizzata per la maggior parte a cavallo degli anni 1947-1948. 

Curata da Lorenzo Rota, Mauro Vincenzo Fontana, Daniela Fonti e Antonella Lavorgna, la mostra presenta una sezione dedicata ai disegni politici circa 58, che raccontano, in forma artistica sintetica e ironica, la stagione politica di formazione dell’Italia Repubblicana  e l’altra dove è esposto un nucleo di 46 opere pittoriche dell’artista (nella maggior parte di proprietà della Fondazione Carlo Levi, con alcuni prestiti inediti di collezioni private) riferibili al periodo cronologico 1932-1973 . Nella sezione dedicata ai disegni politici viene fatto riferimento al passaggio cruciale che porterà, dal 1949, alcuni protagonisti di quella stagione (Olivetti in primis) all’impegno nella “politica del fare”.

Le opere pittoriche integrano lo scorrere delle vicende storiche toccate dal giornale e dalle vignette, segnalando di volta in volta affinità stilistiche, riprese tematiche e sottolineando anche l’assoluta originalità e autonomia del Levi illustratore satirico rispetto all’artista o all’autore di “Cristo si è fermato a Eboli” o del romanzo “L’orologio” uscito nel 1950 che rappresenta la controparte letteraria delle stesse vicende illustrate dalle tavole grafiche. Inoltre con le tavole grafiche esposte, il romanzo “L’orologio” condivide lo stesso humour ironico e l’acuta capacità di analisi storica. Tra gli oli presenti in mostra accanto a molti ritratti dei protagonisti dell’ambiente politico di quegli anni, sono i quadri legati agli anni della guerra e nature morte, fino alla ripresa delle tematiche meridionaliste, in chiave di “realismo sociale”, tanto care all’autore.

I dipinti di Carlo Levi attraverso raffigurazioni di città, piccoli paesi, borghi in cui si inseriscono talora figure umane, e ancora scorci con tetti, case, particolari e primi piani di alberi – specie i carrubi visti quali simbolo del passare del tempo proprio come per la vita dell’uomo- diventano come pagine di un diario che poco a poco svelano accanto al percorso geografico, fatto di luoghi precisi e spazi riconoscibili, il cammino biografico ed esistenziale dell’artista in cui si riflettono legami, affetti ed esperienze culturali. Emerge un autore eclettico che ha saputo prendere e rielaborare le diverse tendenze e generi dell’arte italiana e francese: così Casorati, De Chirico, i post impressionisti, i Fauves, fino ai surrealisti come Magritte diventano punti di riferimento preziosi per la sua arte che scandaglia entro i ritmi ora sereni e armoniosi, ora incerti e tormentati dell’esistenza.

CICLO DI INCONTRI

Il ciclo di incontri in linea con i contenuti della mostra è iniziato il 4 febbraio alle ore 16.30 con la figura di Aldo Garosci e L'Italia Socialista" E Presentazione del libro “Aldo Garosci. Anni di Torino, anni di Parigi”, Nuova Editrice Berti, con la curatrice Mariolina Bertini. Formatosi a Torino in ambienti antifascisti, dove erano attivi personalità quali Antonio Gramsci e Piero Gobetti, Aldo Garosci si è impegnato fin da dopo la laurea in Giurisprudenza nella militanza politica attraverso la creazione insieme a Mario Andreis del foglio clandestino “Voci d'officina”, d'ispirazione "operaistica" e gobettiana e la collaborazione alla rivista “Il Baretti”. Arrestato nel 1932 per esser tra gli organizzatori a Torino del movimento clandestino antifascista Giustizia e Libertà, e poi rilasciato, fuggì quindi a Parigi, dove iniziò a collaborare con gli amici Franco Venturi e Carlo Levi, alla redazione del settimanale Giustizia e Libertà di Carlo Rosselli. A seguire l’intervento dello storico prof. Gianluca Fiocco "Sfide e speranze del dopoguerra: un viaggio nell'Italia dell'Orologio" con riferimento al periodo romano, alla fine del 1945 quando Levi dirigeva un quotidiano vicino al Partito d’azione.

Il secondo appuntamento è il 4 marzo 2020 alle 16.30 con “Conversazione sull'Orologio con lo scrittore e critico Filippo La Porta”, mentre a chiudere il 18 marzo 2020 alle 16.30 protagonista sarà la poesia con “Senza pietre, 11 poeti per Carlo Levi”. Reading di poesie tratte del libro “Senza pietre” a cura della poetessa, scrittrice e giornalista Michela Zanarella. In questo testo 11 autori rendono omaggio all’artista e scrittore del noto romanzo storico “Cristo si è fermato ad Eboli”, attento al tessuto esistenziale dove l’uomo è spesso vittima di ingiustizie e dove il sostenersi è fonte di speranza. Poesie che racchiudono la forza emozionale insita nei versi a scandire come la poesia stessa possa diventare quella pietra sulla quale edificare bellezza per il domani. I poeti che omaggiano Carlo Levi sono; Simone Carunchio, Davide Cortese, Flaminia Cruciani, Letizia Leone, Serena Maffia, Marina Marchesiello, Roberto Piperno, Luciana Raggi, Anna Santoliquido, Fabio Strinati, compresa Michela Zanarella. Agli incontri si partecipa mostrando il biglietto del museo, mentre è gratuito per i possessori di MIC card.

Silvana Lazzarino 

 

Carlo Levi e l’arte della politica

Disegni e opere pittoriche 

a cura del Centro Carlo Levi di Matera e della Fondazione Carlo Levi

Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi

Via Nomentana, 70 – Roma

Orario: da martedì a domenica ore 9.00 - 19.00

la biglietteria chiude sempre 45' prima

Giorni di chiusura: lunedì

fino al 22 marzo 2020