Rembrandt alla Galleria Corsini
Il 20 febbraio 2020 la presentazione alla stampa della mostra “Rembrandt alla Galleria Corsini: l’Autoritratto come san Paolo” a cura di Alessandro Cosma. Per la prima volta viene esposto al pubblico il dipinto dell’artista olandese. La mostra è aperta al pubblico dak 21 febbraio al 15 giugno 2020
Pittore raffinato e attento incisore, nel rappresentare l’alta società del suo tempo, fra borghesia e aristocrazia, soggetti biblici, vedute di paesaggio, ma soprattutto ritratti di famigliari, amici e committenti, Rembrandt, (Leida 1606- Amsterdam 1669), può definirsi accanto a Van Gogh il pittore più ossessionato dall’urgenza dell’autoritratto. Non a caso i suoi autoritratti che riflettono i diversi momenti della sua vita costituiscono una parte importante della sua opera. Nessun altro artista come lui sin dagli esordi dell’attività si è soffermato con tanto accanimento sulla propria immagine: uno dei suoi primi autoritratti risale a quando era poco più che ventenne.
Ad uno dei suoi più significativi autoritratti è dedicata la mostra “Rembrandt alla Galleria Corsini: l’Autoritratto come san Paolo” a Roma alla Galleria Corsini Gallerie Nazionali di Arte Antica che viene presentata alla stampa il 20 febbraio alle ore 11.00. Ad introdurre la presentazione è Flaminia Gennari Santori, Direttrice Gallerie Nazionali di Arte Antica, seguita dall’intervento del curatore Alessandro Cosma. Grazie ad una serie di incisioni dell’artista e di documenti oggi conservati presso l’Archivio Corsini di San Casciano in Val di Pesa, l’esposizione ripercorre la storia e la vicenda collezionistica di questo dipinto proveniente dal Rijksmuseum di Amsterdam che torna per la prima volta in Italia dopo il 1799.
Firmato e datato 1661, l’opera acquistata tra il 1737 e il 1739 dal cardinal Neri Maria Corsini per 100 scudi da Marie-Thérèse Gosset, vedova di Nicolas Vleughels, direttore dell’Accademia di Francia a Roma. nel Settecento faceva parte della collezione Corsini ed era esposto nelle sale del Palazzo alla Lungara. Grazie ad una recente scoperta documentaria è emerso come questo dipinto fu protagonista di un episodio emblematico della dispersione di opere d’arte durante l’occupazione francese del 1799. In quell’anno infatti la famiglia Corsini fu costretta a far fronte alle contribuzioni forzate imposte dal governo francese alle nobili famiglie romane.
In assenza del principe Tommaso, rifugiatosi a Vienna, il “maestro di casa” dei Corsini, Ludovico Radice, organizzò la vendita di 25 dipinti della collezione al ben noto mercante d’arte Luigi Mirri, che immediatamente ne rivendette una parte all’inglese William Ottley. Così fu che Ottley cedette, poco dopo, il dipinto dell’autoritratto di Rembrandt ad un altro mercante inglese, William Buchanan il quale nel 1807 lo portò in Inghilterra, fino a che dopo numerosi passaggi collezionistici l’opera giunse al Rijksmuseum di Amsterdam. Il Principe Tommaso Corsini con la fine della Repubblica Romana iniziò una causa con Mirri e Ottley per fermare l’esportazione dei dipinti, ma riuscì a riprendere solo alcuni di quelli venduti, tra i quali “l’Erodiade” di Guido Reni, “il Ritratto di Giulio II” attribuito a Raffaello e la “Madonna del latte” di Murillo.
L’allestimento, in linea con quella disposizione voluta nel Settecento da Neri Maria Corsini, restituisce la storia della dispersione dei quadri Corsini nel 1799.
Inoltre una selezione delle stampe originali di Rembrandt appartenute alla famiglia Corsini, aiuta a ricostruire l’apprezzamento che la famiglia aveva nei confronti dell’artista olandese, di cui possedevano oltre 350 stampe conservate allora nella biblioteca del Palazzo alla Lungara, aperta al pubblico e agli studiosi fin dal 1754, e oggi conservate all’Istituto Centrale per la Grafica.
Accanto ad uno stile che trae spunto dalla classicità rinascimentale e dalle novità barocche rese in particolare nei contrasti di luce e ombra, nel lavoro di Rembrandt emerge quel dialogo ininterrotto tra la sua opera di pittore e incisore. Come incisore ebbe una forte influenza sui grandi artisti italiani: dal Tiepolo al Piazzetta, dal Castiglione al Mola. Grazie alla sua passione per l’arte incisoria Rembrandt ha sviluppato una sperimentazione stilistica sempre più libera e aperta che, utilizzando diverse tecniche, passa da immagini scure e chiaroscurate ad altre dal segno più limpido e simile ad uno schizzo.
Ad accompagnare la mostra è il Catalogo illustrato, edito da Allemandi, con il saggio di Alessandro Cosma e testi di Ebe Antetomaso, Jonathan Bikker, Giovanna Capitelli.
Silvana Lazzarino
Rembrandt alla Galleria Corsini: l’Autoritratto come san Paolo
a cura di Alessandro Cosma
Gallerie Nazionali di Arte Antica – Galleria Corsini
Via della Lungara 10 Roma
Orario: dal mercoledì al lunedì 8.30- 19.00. La biglietteria chiude alle 18.30
Anteprima per la stampa 20 febbraio ore 11.00
Apertura al pubblico dal 21 febbraio al 15 giugno 2020












