Francesca Di Sarno. Le Emozioni: la rabbia
Seguite Francesca Di Sarno Counselor olistico, Thetahealer e Formatrice presenta su Facebook e sulla sua pagina professionale incontri in video per scoprire come riconoscere e ascoltare le emozioni al fine di ottenere benefici sulla salute e sul benessere psicologico
Tutto ciò che si lega all’autoconoscenza nell’indagare il pensiero dell’uomo, tra emozioni, comportamenti e possibili cambiamenti, quindi l’interesse per il mondo della Psicologia e della Spiritualità, dell’arte, del teatro hanno sempre affascinato Francesca Di Sarno Counselor olistico, Thetahealer e Formatrice che, ha acquisito sempre più la convinzione di quanto sia fondamentale entrare in contatto con le proprie emozioni. Questo al fine di poterle riconoscere e comunicare, aprendosi così ad un vero rapporto con gli altri senza sovrastrutture, liberi da quei condizionamenti che questa società sembra imporre sempre di più.
Approdata al mondo del Counseling si è interessata anche di Bioenergetica, Psicosomatica, Meta-Medicina, Antroposofia di Rudolf Steiner e della pratica sciamanica-animistica del Mantra Madre diffusa da Selene Calloni Williams. Attraverso il suo lavoro di counselor olistico, formatrice nell’ambito della crescita personale, intende guidare le persone verso una maggiore consapevolezza su come riconoscere e gestire le proprie emozioni, svincolati da limitazioni e dipendenze.
Francesca Di Sarno, attraverso la sua pagina personale e su Facebook guida quanti interessati alla scoperta delle emozioni a partire da quelle più spiacevoli come la rabbia o l paura. È importante entrare in contatto con le proprie emozioni, identificare i segnali emotivi sul nascere, proprio perché le stesse influiscono sul nostro benessere, rappresentando il tessuto delle personali esperienze di vita e il collegamento tra il proprio mondo interiore e quello dell’altro. Esprimere le emozioni è importante, ma sempre senza andare a discapito degli altri, quindi essenziale è riconoscerle e ascoltarle, esserne consapevoli per poi successivamente essere in grado di gestire anche situazioni difficili a livello relazionale. Inoltre le emozioni sono strettamente collegate ai processi biochimici interni al corpo modificandone in qualche modo la postura, la respirazione. Non è facile entrare in contatto con le proprie emozioni specie con quelle che spaventano come la rabbia, la paura e la tristezza che creano manifestazioni di aggressività, timore e malinconia’: l’ importante è saperle trasformare e uscire da modelli imposti dalla società per arrivare all’essenza.
La rabbia, dietro cui si nasconde spesso una ferita, un dolore, la si può gestire, come le altre emozioni innanzitutto riconoscendola quale meccanismo di difesa che avverte che i nostri diritti sono stati violati, facendosi sentire insoddisfatti e frustrati, per poi ascoltarla riconoscendo i reali bisogni e successivamente viverla creandosi un luogo, uno spazio sicuro in cui da soli poter urlare o scalciare, o prendere a pugni un cuscino. Così i sentimenti negativi non vanno repressi, ma capiti e indirizzati. La rabbia ha anche effetti positivi quando rafforza le decisioni e motiva nel far valere i propri diritti, quanto aiuta a capire cosa sia importante per sé da comunicarlo agli altri e quando permette di affermarsi senza creare danno agli altri.
Francesca Di Sarno nel suo incontro su Facebook dedicato alla rabbia svoltosi lo scorso 16 marzo 2020 pone subito una domanda ai suoi ascoltatori e followers: ”Hai mai riflettuto su quante volte tendiamo a gestire male la rabbia reprimendola fino ad ammalarci o esplodendo e diventando preda di questa emozione?” Per iniziare a parlare proprio della rabbia e di come poterla gestire al meglio è necessario aver compreso cosa essa ci sta comunicando. La counselor Inizia facendo riferimento ad una leggenda zen in cui un samurai bellicoso chiede ad un monaco zen di spiegargli la differenza tra inferno e paradiso. Vedendosi negata la risposta, il samurai manifesta la sua rabbia identificata dal monaco quale espressione dell’inferno, come riferito al paradiso è l’atteggiamento rasserenato del samurai innanzi a questa affermazione del monaco.
Cosa accade quando si è presi dalla rabbia e come la avvertiamo nel corpo? Nell’arrabbiarsi si avverte l’energia nelle mani e nelle braccia ad indicare la grande forza dovuta da un maggiore afflusso di sangue agli arti. Cosa si nasconde dietro la rabbia emozione istintiva e primaria e cosa si prova? Proviamo rabbia quando avvertiamo ingiustizia o quando avvertiamo il pericolo come sta accadendo per la situazione generata dal coronavirus quale pandemia che spiazza e rende impotenti. In questa situazione la rabbia si manifesta anche per il dover stare chiusi dentro casa come da disposizioni dei governi delle nazioni per frenare la diffusione del virus Covid 19. “Quando ci si sente minati nella propria incolumità o sopravvivenza si avverte la rabbia” afferma Francesca Di Sarno, che prosegue spiegando come fare a “gestire la rabbia” che va provata e non allontanata e poi trasformata al fine di far valere i propri diritti, come la rabbia delle persone che hanno combattuto per far valere i propri diritti civili.
“Come la si gestisce e cosa accade quando non riesco a esprimere quella rabbia?” a quest’altra domanda Francesca Di Sarno risponde quanto sia importante gestire al meglio quell’energia che scaturisce dalla stessa emozione: “Non bisogna arrivare a gesti eccesivi di esplosione, né di introiezione subendola” e allora “Come gestire la rabbia per non creare danni a sé e agli altri?” prosegue la counselor: “il primo aspetto è darsi il diritto di poter esprimere la rabbia recandosi un luogo tranquillo e lasciarla andare attraverso un grido”. Altre tecniche possono essere ad esempio quella di prendere a pugni un cuscino. “L’ascolto della nostra rabbia ci permette di conoscere i nostri bisogni, aspettative” allora è bene chiedersi se le nostre aspettative fossero giuste. “L’ascolto della rabbia rende autentici e fa conoscere meglio se stessi. e quando la si prova è opportuno porsi domande finalizzate come ad esempio il perché quella determinata persona con quella frase susciti in me una rabbia così forte” e ancora “Dietro una rabbia vi è sempre una ferita. Più entro in contatto con quello che ho dentro e più riesco ad ascoltare quel sentimento”.
Inoltre per comunicare all’altro la propria rabbia è sempre bene utilizzare un approccio assertivo facendo presente e condividendo le proprie emozioni in prima persona. “Quando siamo arrabbiati non dobbiamo urlare con l’altro, non dobbiamo rivangare il passato e non reagire a quello che succede entrando nella dinamica di azione/reazione. Sta a noi avere la responsabilità delle nostre emozioni. Se riusciamo ad adottare la giusta distanza rispetto a situazioni che ci fanno male, si mettono in campo reazioni consapevoli in modo opportuno e adeguato alla situazione”
La rabbia va controllata: a riguardo Francesca Di Sarno afferma: “La rabbia repressa va controllata perché essa non prenda il controllo su noi stessi. Non va repressa, poiché anche le emozioni spiacevoli vanno riconosciute, per poi ascoltarle accoglierle e trasformarle. Impariamo a sentire il flusso della rabbia” Essa è utile quando “rafforza le nostre decisioni e rafforza i nostri diritti e aiuta a comprendere i nostri bisogni, valori. o quando permette di migliorare il proprio status sociale, o quando ancora fornisce la grinta per fare le competizioni sportive. Non diventiamo preda della rabbia perché sarebbe l’emozione a controllarci, invece cerchiamo di ricordare che siamo noi i capitani del nostro vascello….”
Appuntamento con i video dedicati alle Emozioni da seguire con Francesca Di Sarno sulla sua pagina Facebook. Incontri in video da riascoltare in ogni momento.
Silvana Lazzarino
Francesca Di Sarno
Counselor olistico,
Thetahealer e Formatrice
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